essere sponsorizzati dalla propria azienda con visto L1

VISTO L1: DOCUMENTI PER BLANKET PETITION

IL VISTO L1

Il visto L1 è un visto non immigrant (temporaneo) che può essere rinnovato fino ad un massimo di 7 anni (L1-A).

È il più amato dalle multinazionali perchè gli permette di traferire abbastanza facilmente (e per un periodo di tempo limitato) managers, executives e personale specializzato nelle filiali americane.

L’immigrazione americana non è scema e mette dei paletti: dovrete aver lavorato per più di un anno per l’azienda prima di fare domanda per il visto che può essere individuale o blanket (di massa, lo usano le aziende che trasferiscono abitualmente personale dall’altra parte dell’oceano)

Il coniuge dotato di un visto L2 può lavorare negli Stati Uniti come dipendente o business owner (basta richiedere un work permit appena arrivati negli USA, normalmente viene rilasciato in 90 giorni dietro pagamento di circa 280$).

La gran figata è che il visto L1 (che, contrariamente ad altri tipi di visto, non deve sottostare a quote) dà il diritto di chiedere, da subito, la green card (la residenza permanente che, a sua volta, dà il diritto di richiedere la nazionalità dopo 5 anni!).

Le multinazionali normalmente si appoggiano ad avvocati specializzati in immigrazione, dovrete solamente armarvi di tanta pazienza ed essere pronti a sottoporgli caterve di documenti per ogni membro della famiglia.

Un consiglio: andate in Comune, risvegliate gli impiegati dal loro torpore e fatevi fare fin d’ora tante copie dell’estratto dell’atto di nascita e, se siete sposati, di matrimonio in formato internazionale (così eviterete di spendere soldi in traduzioni).

Vi chiederanno anche ogni diploma conseguito dalle superiori in poi, tenete a portata di mano gli originali!

Dato che di voi vogliono sapere tutto, ma proprio tutto, siate pronti con curriculum alla mano a dare ogni dettaglio possibile ed immaginabile sulle vostre esperienze lavorative pregresse. Capirete che se 15 anni fa avete lavorato per 2 mesi al Coco Village nelle Canarie avrete seri problemi a ricordarvi indirizzo e numero di telefono di una struttura che, magari, non esiste più.

Nel nostro caso, una volta forniti tutti i documenti che ci hanno chiesto, è stata fatta una Blanket L petition (ovvero di massa, si tratta di una multinazionale che trasferisce abitualmente molta gente fra Francia e Stati Uniti).

La blanket application è valida per 6 mesi, dopodichè va rifatta.

Gli avvocati ci hanno preparato un dossier costituito da:

  • Modulo G-28

  • Modulo I-129 S

  • Modulo I-797

 

  • Una Letter of Support della candidatura da parte della vostra azienda. Si tratta di convincere, con dati alla mano, che il vostro profilo è unico e che non si trova nessuno con le vostre competenze sul suolo americano.

Il passo successivo è l’intervista e la consegna del malloppone di docs al consolato.

richiesta visti L1 L2 come pagare

VISTI L1-L2: NIENTE APPUNTAMENTO SE NON PAGHI

Abbiamo deciso di andare a farci benedire a Lourdes.

Dopo aver spremuto i due neuroni che ci rimangono per compilare correttamente il famigerato modulo DS 160 (che non è altro che una supplica on line per avere i visti L1/L2), ci siamo fatti coraggio ed abbiamo cercato di prendere appuntamento per la famosa intervista al consolato americano di Parigi.

Prima però si deve pagare la bellezza di 190 euro a testa (nessuno sconto per la Princesse), la nostra famiglia si trova così allegerita di 570 € in un botto solo. La somma non è rimborsabile , quindi verificate tutto diecimila volte.

Il pagamento si può fare online. (E ci mancherebbe altro, dico io! Siamo nel 2016!).

Peccato che il sistema rifiuti per oscuri motivi le nostre cartes bleu visa francesi.

Gli americani sono furbi e non si fidano, sono fedeli al motto: pochi, maledetti e subito. Niente carte di credito. Solo carte di debito.

Purtroppo la nostra carta di debito di riserva era scaduta da una vita (io non l’avevo nemmeno mai usata).

Non vengono accettate nemmeno carte di debito legate ad un conto fuori dal paese in cui fate la richiesta.

L’alternativa è un bel virement bancaire (noi viviamo in Francia), un bonifico. Niente di tragico, in principio.

Peccato che tra una cosa e l’altra perderete una settimana prima che i vostri soldi arrivino sul conto del consolato:

  • 5 minuti per creare un nuovo beneficiario
  • 2/3 giorni perchè la banca verifichi l’identità del nuovo beneficiario
  • 3/4 giorni perchè l’ambasciata verifichi di avere ricevuto i soldi e vi mandi il link per fare la richiesta di appuntamento.

L’ambasciata americana è stata anche così gentile da informaci che dobbiamo sborsare 500$ aggiuntivi per il visa fraud prevention and detection fee, una specie di balzello che sembra inventato per spillarci ancora soldi.

Dopo tutte queste peripezie dovrete solo fare un clic sul fottuto link ed richiedere il sospirato appuntamento.

Sempre che non abbiate sbagliato qualcosa.

Sempre che non si siano dimenticati di dirvi qualcosa.

Sempre che non vi abbiano perso qualcosa.

Ps. attenzione gli errori costano cari. Una volta pagato non vi rimborsano nemmeno se schiattate.